Prove tecniche di regime… E le stelle stanno a guardare

di Maria Grazia Monti

Costituzione Italiana

<< Articolo 21.  Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. >>

<<Articolo 33. L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.>>

 

Gli episodi di censura mediatica (e non) che si susseguono da più tempo, sollevano interrogativi inquietanti.

Che fine fa la più bella Costituzione del mondo, quando miseramente, arbitrariamente e prepotentemente viene elusa, maltrattata e bistrattata?

Come è possibile chiudere, anticipatamente, trasmissioni e mandare a casa conduttori con pretestuose motivazioni? Come è possibile sospendere docenti che hanno la sola colpa di insegnare agli studenti a pensare con la propria testa? Come è possibile rimuovere, ogni giorno, dai balconi lenzuola fresche di bucati di protesta?

È possibile, quando il disegno politico è quello di disfarsi delle persone e delle cose che sono scomode e non funzionali alla realizzazione di un progetto volto all’appiattimento della cultura, all’eliminazione della pecora nera dal gregge, alla egemonia dell’ignoranza che ben si addice alla società del consenso, dove il pensiero unico regala a tutti una tranquillità catatonica controllata e controllabile dai centri di potere.

In questo perverso e subdolo disegno c’è poi l’ingannevole libertà delle battaglie mediatiche, con un pensiero di fondo “Ma sì, lasciamoli fare, tanto quanto può durare? Si stancheranno, lasciamoli girare sulla giostra, finché troveranno un altro gioco più appetibile, verso cui dirigere l’attenzione.” E via nel dimenticatoio le persone che hanno subito l’attacco al diritto sacrosanto di esprimere liberamente il proprio pensiero. Gli effetti della società liquida.

Ma noi ci crediamo nella nostra Costituzione e dobbiamo difenderci, difendendola nell’agorà reale, incontrandoci, manifestando, denunciando e documentando tutto ciò che avviene in contrasto con i principi della libertà, per respingere ogni tentativo più o meno camuffato di tornare ai vecchi nefasti.  Dobbiamo opporre al silenzio del consenso la voce del dissenso e della protesta.

Noi non stiamo a guardare, non staremo zitti. È tempo di Resistenza. Resistenza culturale. Non abbiamo bisogno di nasconderci, di recarci sulle montagne come i nostri partigiani che hanno dato la loro vita per consegnarci ad un mondo libero. Dobbiamo e possiamo mostrare il nostro volto sdegnato, dobbiamo e possiamo gridare il nostro dissenso. Noi siamo i nuovi partigiani, sentinelle della Costituzione, garante dei diritti di tutti i cittadini.  Affinché tutto ciò avvenga, è necessario che ci sia una rivoluzione del pensiero, perché come ben ci ricorda Einstein “Il mondo che abbiamo creato è il prodotto del nostro pensiero e dunque non può cambiare se prima non modifichiamo il nostro modo di pensare.”

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