Elezioni regionali Basilicata: Trerotola (Centrosinistra) risponde…

1) E’ d’accordo o non è d’accordo

su una moratoria che impedisca ulteriori attività di ricerca, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi in mare e su terra ferma, in Italia e in particolare in Basilicata?

 

Si , massima vigilanza e massima protezione della comunità della Valle in ordine alle attività estrattive in atto, nessuna nuova trivella e impegno delle compagnie a iniziare in Basilicata il processo di de carbonizzazione

 

2) E’ d’accordo o non…

sulla sospensione sine die di tutti i titoli concessori già rilasciati e di quelli in scadenza fino alla completa attuazione di bonifiche necessarie all’eliminazione delle criticità ambientali nelle aree coinvolte dalle attività petrolifere?

 

Sono d’accordo con i provvedimenti presi dalla Regione rispetto alle criticità registratesi, a cominciare dallo sversamento al centro oli di Viggiano. 

 

3) E’ d’accordo o non…

sull’adozione, sulla base di un progetto scientifico, condiviso con gli Enti Locali, con le popolazioni e i territori, di ogni provvedimento utile alla salvaguardia della salute e dell’ambiente( in Val d’Agri partendo dalle conclusioni della VIS ( Valutazione di Impatto Sanitario) realizzata dai Comuni di Viggiano e Grumento Nova)?

 

Sono d’accordo sul monitoraggio permanente dei 40 comuni che insistono sulle aree petrolifere  in esercizio , sul potenziamento dell’Ospedale di villa d’agri in relazione anche all’attività di prevenzione, e sull’adozione di ogni provvedimento utile per la salvaguardia della salute

 

4) E’ d’accordo o non…

anche sulla base delle recenti indicazioni relative ai mutamenti climatici dell’ONU, a ridurre, fino ad azzerare la produzione di fonti fossili, a pianificare interventi per la riduzione dei consumi energetici, a pianificare la produzione energetica da fonti rinnovabili al fine di evitare speculazioni e scempi ambientali, nel rispetto della salute collettiva e del paesaggio?

 

 Sono d’accordo sulla necessità di fare della Basilicata l’hub energetico della transizione e dell’uscita dal fossile: un percorso industriale innovativo, puntato sulle energie alternative, sull’economia verde, sulla ricerca di tecnologie nuove . Se queste cose l’Eni le sta facendo in altra parte d’Italia e non in Basilicata è una situazione intollerabile per la nostra comunità regionale. In tale contesto un ruolo fondamentale può essere svolto dai cluster regionali di recente costituzione dove sono confluiti, in un rapporto sinergico, i grandi players pubblici di ricerca presenti in regione quali Enea, CNR, Università degli Studi della Basilicata e il sistema delle imprese che operano nel settore per fare sintesi sulle progettualità di sviluppo industriale e trasferimento tecnologico della specifica area di specializzazione.

 

 

 

 

5) Quali politiche intende adottare relativamente alla gestione dei rifiuti in Basilicata anche in relazione alle gravi problematiche che riguardano l’inceneritore di Melfi (ex Fenice) e i cementifici presenti in Regione (di fatto inceneritori) in barba alla strategia “Rifiuti Zero” inserita nella normativa regionale con l’art.47 della L.R 4/2015.

 

In materia di gestione dei rifiuti urbani, in un quadro di progressiva diffusione della raccolta differenziata in tutti i Comuni, spesso di tipo domiciliare, che consente buoni risultati di recupero e rivalorizzazione degli scarti, è necessario assicurare ulteriori investimenti per potenziare e migliorare i sistemi di conferimento dei cittadini (sistemi porta a porta, punti di conferimento, isole ecologiche) e di raccolta e trasporto delle frazioni rivalorizzabili agli impianti di valorizzazione (automezzi, piattaforme ecologiche). Insieme alla raccolta è necessario continuare ad investire per il potenziamento e l’ammodernamento tecnologico del sistema impiantistico (impianti di compostaggio con recupero energetico, impianti di selezione, piattaforme per il recupero/ riciclaggio dei rifiuti). Su Fenice è in corso un monitoraggio degli sversamenti al cui esito bisognerà ancorare le decisioni

 

 

 

 

6) E’ d’accordo o non…

a promuovere una gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque?

 

la gestione sostenibile della risorsa idrica rappresenta certamente una realtà ed una opportunità da riprendere e valorizzare nel contesto delle politiche ambientali e sistemiche della regione Basilicata, ivi inclusi i settori economici produttivi dell’indotto. Più volte è stato detto che l’acqua è il vero “oro bianco” della nostra Regione, con circa un miliardo di metri cubi di acqua disponibile ogni anno, per soddisfare i nostri fabbisogni e alimentare anche le regioni limitrofe come Puglia e Calabria. Questo ci pone in una posizione di rilievo nel contesto delle regioni meridionali ed è strategico, oltreché dovuto alla nostra gente, riassumere un ruolo primario nel tavolo della programmazione e gestione della risorsa acqua riprendendo il dialogo con lo Stato e con le Regioni confinanti e rinegoziando accordi interregionali che ci hanno visto penalizzati anche da pagamenti non corrisposti. Sulla gestione pubblica ci siamo incamminati da tempo e non intendiamo recedere.?

 

8) Rispetto alla ventilata ipotesi di una secessione fiscale, qual è la sua valutazione?

 

L’autonomia delle regioni, anche dal punto di vista fiscale, non la consideriamo un tabù . Ma non si può partire  creando regole ad hoc per quei territori che sono avanti sul piano economico e sociale, bensì discutendo su quale deve essere una linea di partenza uguale per tutti. Se ci vogliono far correre partendo dalla spesa storica consolidata o dal costo calcolato sulla regione più virtuosa, senza tener conto dello svantaggio che abbiamo nei servizi, nella spesa corrente, nella dimensione piccola dei nostri comuni,ebbene, non ci siamo.

 

9) In relazione all’idea di una autonomia differenziata che riguardi anche la Basilicata, quale linea politica intende adottare?

 

Il regionalismo differenziato con le sue regole costituzionali rappresenta solo un mezzo, sta a noi riempirlo di contenuti in modo generoso e ponderato per farlo diventare un motore di sviluppo e benessere per la comunità lucana. Possiamo farlo diventare l’occasione di un patto di cittadinanza rinnovato, un nuovo contratto sociale all’insegna del recupero di efficienza e di un regionalismo differenziato in forma lucana, generoso e comunitario che recupera efficienza amministrava, razionalizza le risorse esistenti, trattiene direttamente parte del gettito fiscale generato dalle estrazioni petrolifere, affronta la povertà, migliora i servizi.

 

 

 

10) Per quanto riguarda il lavoro, per quali ipotesi di sviluppo intende lavorare, in relazione a settori fondamentali come l’industria, l’agricoltura, il turismo e la cultura?

 

E’ evidente che non è l’assistenza la risposta ai giovani, né il reddito di cittadinanza. E’ un  lavoro certo la risposta, perché è presupposto alla creazione di una famiglia. E questa risposta passa per uno sviluppo industriale  che sia basato  sull’innovazione, sull’alta formazione, sulla ricerca, sull’attrazione industriale, sui contratti di filiera, i distretti, l’agricoltura moderna, che risparmia acqua, produce energia, mantiene il territorio, coltiva biologico

 

11) Uno dei problemi più acuti e gravi della Basilicata è costituito dallo spopolamento e dalle collegate questioni che riguardano le emigrazioni e le immigrazioni. A suo avviso, cosa si potrebbe fare per sconfiggere questo fenomeno?

 

Sull’emigrazione soprattutto giovanile bisogna agire innanzitutto su una Università che si colleghi con il mondo produttivo lucano, collegandosi alla ricerca, camminando insieme ad altri Atenei per creare sinergie e per formare in relazione alle richieste del mercato regionale . Sull’immigrazione il piano di accoglienza comune per comune di una quota di migranti sta funzionando al punto che è stata presa come best practice da altre regioni e dallo stesso Ministero

 

 

12) Tenuto conto dell’avanzamento progressivo della fascia della popolazione residente che si colloca oltre i 75 anni, quali servizi considera di assicurare a questa fetta crescente di persone sia sotto il profilo socio-sanitario sia sotto quello dell’accoglienza in strutture adeguatamente preordinate, tenuto conto, altresì, delle condizioni di inadeguatezza economica in cui normalmente queste persone vengono a trovarsi?

 

 

 

 

È necessario potenziare gli strumenti già messi in campo a favore degli anziani, sperimentando soluzioni innovative e integrate nella logica della cosiddetta “silver economy”, un settore emergente che, secondo stime di Itinerari Previdenziali, varrebbe potenzialmente più di 43 miliardi all’anno di nuovo valore aggiunto. La parola d’ordine è quella di facilitare e promuovere un buon invecchiamento presso il domicilio attraverso la messa a sistema di servizi e interventi orientati a rispondere ai bisogni specifici delle singole comunità

 

 

13) Per quanto concerne i temi gravi e tuttora insoluti delle infrastrutture e delle aree interne della Basilicata, quali iniziative intende intraprendere?

 

La trasversale Matera – Ferrandina – Pisticci scalo- Craco- uscita Tursi S.S. Sinnica – Pollino – Maratea con il Collegamento Murgia Pollino: Pisticci – Tursi – Valsinni 1° stralcio, riveste carattere di priorità in quanto l’intervento consente di accorciare i tempi di percorrenza fra la Puglia e la Basilicata, di incrociare le aree industriali della Val Basento e della ZES Jonica interregionale, di incrementare le attività agroindustriali che verrebbero a generarsi lungo questa direttrice, di rigenerare e dare protagonismo all’attrattore naturalistico del Parco nazionale del Pollino e ai centri urbani intercettati . Altro tema è il potenziamento della SS 401 “Ofantina”, corridoio stradale tra le zone industriali di S. Nicola di Melfi, della Valle di Vitalba (tramite la S.P. 219) e le aree produttive della Valle dell’Ofanto verso Salerno, anche a servizio della ZES di Melfi verso il porto di Salerno.

 

 

14) I problemi fondamentali che riguardano la qualità della vita di una Regione come la nostra, sono la sanità, la scuola e i servizi sociali. Per quali politiche ed investimenti pubblici lei intende attivarsi?

 

Nessuno deve essere lasciato indietro, nessuno deve essere lasciato fuori. Le sfide della competitività, dell’innovazione, della trasparenza, dell’efficienza amministrativa perdono di significato in una comunità che non riesce a farsi carico delle persone in condizione di fragilità economica, che non assiste gli esclusi, che rimane chiusa, lacerata dai corporativismi. Da qui l’esigenza di approntare efficaci strumenti di intervento per promuovere e sostenere la coesione, sia sul versante economico, attraverso politiche per l’occupazione, sia sul versante sociale, mediante azioni di rafforzamento delle capacità, anche residue, dei soggetti in condizione di fragilità espressa o potenziale.

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