Elezioni regionali Basilicata: Tramutoli (Basilicata Possibile) risponde…

1) E’ d’accordo o non è d’accordo…

su una moratoria che impedisca ulteriori attività di ricerca, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi in mare e su terra ferma, in Italia e in particolare in Basilicata? Assolutamente si.

2) E’ d’accordo o non…

sulla sospensione sine die di tutti i titoli concessori già rilasciati e di quelli in scadenza fino alla completa attuazione di bonifiche necessarie all’eliminazione delle criticità ambientali nelle aree coinvolte dalle attività petrolifere? Certamente

3) E’ d’accordo o non…

sull’adozione, sulla base di un progetto scientifico, condiviso con gli Enti Locali, con le popolazioni e i territori, di ogni provvedimento utile alla salvaguardia della salute e dell’ambiente ( in Val d’Agri partendo dalle conclusioni della VIS ( Valutazione di Impatto Sanitario) realizzata dai Comuni di Viggiano e Grumento Nova)? Ovviamente si. Dovrà essere impegno e responsabilità della Regione occuparsi di questo.

4) E’ d’accordo o non…

anche sulla base delle recenti indicazioni relative ai mutamenti climatici dell’ONU, a ridurre, fino ad azzerare la produzione di fonti fossili, a pianificare interventi per la riduzione dei consumi energetici, a pianificare la produzione energetica da fonti rinnovabili al fine di evitare speculazioni e scempi ambientali, nel rispetto della salute collettiva e del paesaggio? Certo che si. Questo è il mio programma!

5) Quali politiche intende adottare relativamente alla gestione dei rifiuti in Basilicata anche in relazione alle gravi problematiche che riguardano l’inceneritore di Melfi (ex Fenice) e i cementifici presenti in Regione (di fatto inceneritori) in barba alla strategia. “Rifiuti Zero” inserita nella normativa regionale con l’art.47 della L.R 4/2015. Intanto va considerato che la Basilicata è la regione che ha la più bassa produzione di rifiuti pro-capite d’Italia e, quindi, per quanto la loro gestione vada sicuramente migliorata, essa non è il nostro principale problema. Noi rivedremo il Piano Regionale dei Rifiuti per promuovere innanzitutto la riduzione a monte dei rifiuti prodotti. Lo faremo con un sistema di incentivi/disincentivi (per es. pagamento della tassa a peso del rifiuto conferito) e inserendola come clausola di preferenzialità, a parità di altri titoli, in tutti i bandi pubblici nei quali essa sia lecita e opportuna. Attueremo la norma generale che indirizza le regioni all’autosufficienza nello smaltimento vietando la realizzazione di impianti con capacità eccedente il 10% del fabbisogno regionale”. Questo vale naturalmente anche per Fenice e cementifici vari dei quali renderemo manifesta l’inutilità nel quadro di autosufficienza che si andrà via via realizzando. A tal fine ci daremo l’obiettivo di raggiungere i massimi livelli possibili di raccolta differenziata in tutti i paesi. Accanto all’incentivazione del microcompostaggio, andrà rapidamente completata, meglio qualificandola, l’impiantistica per il compostaggio già pianificata (che è già ampiamente sufficiente) promuovendo quella per il recupero e il riciclo. Sarà inoltre necessario prevedere tariffe regionali omogenee per lo smaltimento in modo che centri più piccoli e periferici non debbano sopportare costi unitari di smaltimento esorbitanti per l’incidenza della logistica e del trasporto.

6) E’ d’accordo o non…

a promuovere una gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque? Assolutamente si.

7) La Basilicata è storicamente afflitta da un problema plurisecolare: il dissesto idrogeologico. Per la messa in sicurezza del territorio, a partire dalle strutture scolastiche pubbliche e dai Comuni situati in aree territoriali caratterizzate da alta vulnerabilità sismica, quali politiche intende attuare?

Lanciare un grande piano di manutenzione basato sulle forme più avanzate di conoscenza dei fenomeni franosi, di mitigazione del rischio sismico e di pianificazione territoriale. Per tali interventi esistono già fondi nazionali che purtroppo vengono spesi a rilento e non sempre in maniera oculata. Con il nuovo FESR 2021 2027 sarà per la prima volta possibile finanziare anche interventi di prevenzione dal rischio sismico e noi faremo della messa in sicurezza del nostro territorio un volano importante di sviluppo che genererà una forte domanda di lavoro qualificato per i nostri giovani e per le imprese.

8) Rispetto alla ventilata ipotesi di una secessione fiscale, qual è la sua valutazione?

9) In relazione all’idea di una autonomia differenziata che riguardi anche la Basilicata, quale linea politica intende adottare? Le due domande sono strettamente correlate e risponderò insieme a entrambe. Il tema dell’autonomia differenziata chiarisce molto bene che in questa competizione elettorale, al di là di qualunque ipocrita distinguo a livello locale, le liste a noi contrapposte condividono una comune idea di abbandono del Mezzogiorno al suo destino.

Il centro sinistra vede in campo la squadra degli epigoni e sostenitori di quel Governo d’Alema che, per lisciare il pelo alla Lega Nord e per fini puramente elettorali, osò metter mano addirittura alla Costituzione introducendo quell’art.116 che oggi il Governo gialloverde intende applicare per operare quella che il Prof. Viesti ha chiamato appunto la “secessione dei ricchi”. Da lì in poi il Mezzogiorno è sparito dall’agenda di tutti i Governi determinando in ogni campo il trasferimento netto di risorse dal Sud al Nord del Paese. Basterebbe guardare al Contratto di Governo per le infrastrutture ferroviarie (Governo Renzi 2012-2016) tutto orientato verso il Centro Nord (81% dei 74 miliardi previsti) che lascia il Sud fuori non solo dall’alta velocità ma anche da un minimo di collegamenti ferroviari decenti.

 Il Governo gialloverde di 5S e Lega ha già posto all’attenzione del Consiglio dei Ministri.  l’autonomia differenziata (che ha messo nel suo contratto di governo) che autorizzerà le Regioni Lombardia, Emilia Romagna e Veneto che ad appropriarsi di tutte le infrastrutture realizzate con i soldi di tutti gli italiani (e chissà se il Piemonte dopo aver buttato per la TAV miliardi che sarebbero stati così utili per le infrastrutture del mezzogiorno, non chiederà domani di fare lo stesso) e di gestire il loro surplus fiscale per migliorare ulteriormente i propri servizi a discapito delle regioni del Mezzogiorno.  Consentire che in Italia i Diritti Costituzionali alla sanità, all’istruzione, ad un giusto salario, etc. siano diversamente esigibili a seconda del luogo in cui si vive (soprattutto in assenza della definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni che attendiamo ormai da 15 anni) rappresenterebbe per la Basilicata (dove essi sono già largamente negati) un ulteriore elemento di impoverimento sociale ed economico. Solo un Governo Regionale guidato da La Basilicata Possibile può opporsi con coerenza ad un progetto di secessione nei fatti che, badate bene non potrà essere cancellato né da un referendum né da una Legge del Parlamento ma solo da un nuovo accordo con le singole regioni. Credete ci sarà mai un qualunque Governo Regionale della Lombardia, dell’Emilia Romagna, del Veneto, che sia di Sinistra, di Centro o di Destra che vorrà sedersi al tavolo con il Governo Italiano per restituire il mal tolto ?

10) Per quanto riguarda il lavoro, per quali ipotesi di sviluppo intende lavorare, in relazione a settori fondamentali come l’industria, l’agricoltura, il turismo e la cultura?

La transizione energetica verso l’elettrico, internet ovunque, l’avvio di un serio piano di interventi per la mitigazione del rischio sismico e idrometeorologico, la costruzione di un sistema di monitoraggio ambientale credibile ed efficiente, la creazione di una piattaforma regionale per la promozione dei prodotti tipici lucani (in particolare dell’agroalimentare e artigianali), per citare solo alcuna delle nostre azioni programmatiche, produrranno lavoro diffuso e una domanda di elevate professionalità che consentirà ai nostri giovani di restare e molti altri a ritornare in Basilicata per trovare un lavoro stimolante all’altezza delle loro capacità e aspettative. Il ripristino della stagione dei concorsi, la cancellazione di ogni inutile (e costosa) esternalizzazione restituirà dignità e sicurezza ai rapporti di lavoro liberandoli dal ricatto dei rinnovi. La filiera del legno (che smetteremo di bruciare come biomassa ma utilizzeremo nell’edilizia con tecniche innovative ed eco-compatibili) consentirà la creazione di almeno 10.000 nuovi posti di lavoro diffusi nel territorio che consentiranno finalmente la stabilizzazione dei lavoratori forestali finora sotto il ricatto delle 151 giornate. Il sostegno all’agricoltura sociale e cooperativa assieme agli interventi a sostegno di una capacità autonoma di raccolta e distribuzione dei prodotti (per esempio attraverso l’istituzione del Mercato Agricolo Regionale)  consentirà di tutelare il reddito degli agricoltori, di opporsi concretamente al caporalato e ad ogni forma di sfruttamento dei migranti in agricoltura. Il turismo destagionalizzato e l’ospitalità diffusa contribuiranno a aumentare le possibilità di lavoro in tutto il territorio regionale. Gli investimenti nel welfare con asili nido gratis, scuole a tempo pieno, assistenza alle persone non autosufficienti oltre a liberare le famiglie (e le donne in particolare) da questo ulteriore carico, produrranno lavoro stabile e qualificato.

11) Uno dei problemi più acuti e gravi della Basilicata è costituito dallo spopolamento e dalle collegate questioni che riguardano le emigrazioni e le immigrazioni. A suo avviso, cosa si potrebbe fare per sconfiggere questo fenomeno?

L’auto-produzione di energia (con le attività di installazione e manutenzione dei nuovi impianti), la filiera del legno, e gli altri interventi nel welfare, nel turismo e in agricoltura, sono tutti pensati per distribuire il lavoro sul territorio. Banda ultra larga e internet ovunque creeranno nuove opportunità di lavoro e consentiranno la creazione di multi-uffici in ogni comune limitando, con il telelavoro, di svolgere il proprio lavoro laddove si vive. La mobilità elettrica consentirà di intensificare le connessioni interne trasformando le economie rinvenienti dai costi ridotti del combustibile in nuovi posti di lavoro per i conducenti dei mezzi pubblici. La alleanza con le associazioni culturali e sportive, assieme alla messa a disposizione di tutti gli spazi pubblici disponibili (oggi in gran parte abbandonati al degrado) offrirà opportunità ai nostri giovani di impegnarsi in attività coinvolgenti alternative  (soprattutto nei paesi) al bar, alla sala da gioco e, spesso purtroppo, alla droga.

12) Tenuto conto dell’avanzamento progressivo della fascia della popolazione residente che si colloca oltre i 75 anni, quali servizi considera di assicurare a questa fetta crescente di persone sia sotto il profilo socio-sanitario sia sotto quello dell’accoglienza in strutture adeguatamente preordinate, tenuto conto, altresì, delle condizioni di inadeguatezza economica in cui normalmente queste persone vengono a trovarsi?

Occorrerà innanzitutto fare un censimento di queste persone evitando che le politiche di assistenza siano guidate dalla disponibilità di risorse piuttosto che dal bisogno individuale.

L’alleanza con la sanità privata, con il mondo delle professioni, con le imprese sociali del terzo settore dovrà al contempo garantire l’accesso ai diritti all’assistenza e alla salute in tutta la regione restituendo al contempo, con un Piano Assistenziale di lungo periodo, sicurezza e stabilità di lavoro agli operatori generosamente impegnati in questo sforzo. Investiremo in strutture di accoglienza per i senza fissa dimora e faremo in modo di offrire una accoglienza degna, sempre accompagnata da percorsi formativi  di vera integrazione, ai nostri migranti, che nella Basilicata Possibile saranno i benvenuti, facendo in modo che anche gli stagionali abbiano condizioni di vita e di lavoro rispettosi della dignità umana.

13) Per quanto concerne i temi gravi e tuttora insoluti delle infrastrutture e delle aree interne della Basilicata, quali iniziative intende intraprendere?

Istituiremo presso la Regione una task force dedicata a disincagliare dalla burocrazia ogni opera pubblica già finanziata e bloccata da anni e ad accompagnare i Comuni nella loro attività di progettazione e realizzazione nonché di acquisizione di nuovi finanziamenti

14) I problemi fondamentali che riguardano la qualità della vita di una Regione come la nostra, sono la sanità, la scuola e i servizi sociali. Per quali politiche ed investimenti pubblici lei intende attivarsi? La nostra lista rappresenta un unico punto di vista e una direzione di marcia. Il punto di vista è quello degli ultimi, dei molti, di quelli che solo le istituzioni possono garantire rispetto alle mire egoistiche dei pochi. La direzione è quella della attuazione concreta dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione. Per questo nella sanità faremo in modo che le liste di attesa e i ticket sanitari (non per tutti sopportabili) restituiscano a tutti il diritto alla salute oggi riservato solo a quelli che se lo possono permettere, opereremo perché l’istruzione (a partire dalla fascia 0-6 anni) sia gratuita e effettivamente accessibile per tutti. Che gli studenti possano, anche qui, studiare secondo la propria vocazione sia attraverso il sostegno all’allargamento dell’offerta formativa dell’UNIBAS sia migliorando le interconnessioni con i poli universitari vicini e tra le città di Potenza e Matera. Abbatteremo i costi della residenzialità interconnettendo meglio, con corse frequenti fino a tardi, i poli universitari tra loro e con i paesi vicini, in modo da poter offrire loro soluzioni abitative a costi calmierati.

Credo per il resto di aver già risposto. Grazie

 

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