Elezioni regionali Basilicata: Mattia (M5S) risponde…

1) E’ d’accordo o non è d’accordo su una moratoria che impedisca ulteriori attività di ricerca, coltivazione e stoccaggio di idrocarburi in mare e su terra ferma, in Italia e in particolare in Basilicata?

Completamente d’accordo. Il nostro programma da questo punto di vista è chiaro.

2) E’ d’accordo o non…sulla sospensione sine die di tutti i titoli concessori già rilasciati e di quelli in scadenza fino alla completa attuazione di bonifiche necessarie all’eliminazione delle criticità ambientali nelle aree coinvolte dalle attività petrolifere?

Sulle questioni ambientali siamo intransigenti e al tempo stesso teniamo ben saldi i piedi per terra. Ci opporremo a nuove concessioni petrolifere non per parte presa ma per salvaguardare le prospettive di sviluppo della regione. Chiederemo con forza la bonifica immediata dei pozzi dismessi. Il modello di gestione del petrolio basato sullo scambio di posti di lavoro e appalti promessi dai petrolieri in cambio di una gestione disattenta e omissiva della pubblica amministrazione sugli impatti ambientali e sulla salute dei cittadini deve trasformarsi immediatamente in un modello che mette al centro il rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. Noi siamo per la chiusura degli impianti attivi e per la sospensione delle concessioni già rilasciate e per il diniego al rinnovo delle vecchie. Qualora non ci fossero le condizioni e le ragioni legali per chiuderli, sarà prioritario, per il tempo che rimane, passare dal modello nigeriano cui ci hanno costretti a un modello di tipo norvegese che abbia le caratteristiche per diventare un modello originale lucano. Anche per questo attiveremo una task force sul petrolio. Riteniamo che i lucani abbiano il diritto conoscere le quantità di petrolio estratte. Pretenderemo ispezioni e controlli pubblici sulle produzioni. Così come riteniamo fondamentale un sistema di monitoraggio pubblico, indipendente e di garanzia, sull’impatto degli impianti. Il Cova e Tempa Rossa possono chiudere subito o nei prossimi anni, tuttavia è indispensabile la costituzione di un deposito cauzionale per la rimozione degli impianti alla chiusura e per la bonifica delle aree interessate dalle estrazioni. In questo quadro di trasparenza e di ripristino della legalità riteniamo importante una revisione degli accordi fin qui sottoscritti dalla Regione con le società petrolifere. Noi lavoreremo per una Basilicata libera dal fossile e nello stesso tempo garantiremo tutti i posti di lavoro attualmente attestati nel settore estrattivo e nell’indotto con un piano di riconversione nel settore delle bonifiche e delle energie alternative.

3) E’ d’accordo o non…

sull’adozione, sulla base di un progetto scientifico, condiviso con gli Enti Locali, con le popolazioni e i territori, di ogni provvedimento utile alla salvaguardia della salute e dell’ambiente( in Val d’Agri partendo dalle conclusioni della VIS ( Valutazione di Impatto Sanitario) realizzata dai Comuni di Viggiano e Grumento Nova)?

Completamente d’accordo.

4) E’ d’accordo o non…

anche sulla base delle recenti indicazioni relative ai mutamenti climatici dell’ONU, a ridurre, fino ad azzerare la produzione di fonti fossili, a pianificare interventi per la riduzione dei consumi energetici, a pianificare la produzione energetica da fonti rinnovabili al fine di evitare speculazioni e scempi ambientali, nel rispetto della salute collettiva e del paesaggio?

Siamo da sempre per il superamento del fossile. E lavoreremo perché questo accada nel più breve tempo possibile.

5) Quali politiche intende adottare relativamente alla gestione dei rifiuti in Basilicata anche in relazione alle gravi problematiche che riguardano l’inceneritore di Melfi (ex Fenice) e i cementifici presenti in Regione (di fatto inceneritori) in barba alla strategia “Rifiuti Zero” inserita nella normativa regionale con l’art.47 della L.R 4/2015.

Dobbiamo chiederci prima di tutto perché in  Basilicata diminuisce la produzione di rifiuti, aumenta seppure di poco la raccolta differenziata e comunque cresce il ricorso alle discariche? Qualcosa evidentemente non funziona.

Per svoltare veramente pagina in Basilicata nel settore dei rifiuti, la nostra regione deve avviare con i comuni, i gestori delle raccolte, gli operatori economici, l’associazionismo e le scuole, un sistema di relazioni efficace e proficuo capace di mettere al centro, ai livelli più alti, i benefici economici e vantaggi ambientali che la raccolta differenziata finalizzata al riciclo dei materiali ed al loro riutilizzo nei processi produttivi può portare all’intera comunità regionale.

Verificheremo tutte le strade legali, tecniche e politiche politiche per evitare il ricorso agli inceneritori e impedire l’uso dei cementifici oltre che di ex fenice. La strategia rifiuti zero non è solo un problema di norme e non la si attua dalla mattina alla sera.

L’obiettivo principale, in uno scenario regionale all’interno degli obiettivi posti dall’UE, deve essere il raggiungimento, da parte dei singoli comuni, di alte percentuali di raccolta differenziata (superiori al 65%). Un traguardo, questo, possibile a condizione che le raccolte, e la loro gestione, sappiano collegarsi in maniera più stretta e sinergica ad un sistema impiantistico di riferimento per il recupero e trattamento dei materiali secchi (carta/cartone, plastiche, vetro, alluminio, ecc..) e dell’organico, capace di completare il ciclo della raccolta aggiungendo valore ai rifiuti di imballaggio attraverso il loro riciclo.

La strada maestra da perseguire, con serietà e rigore, è quindi quella della “sostenibilità” economica e ambientale operando per costruire e rafforzare relazioni significative con i soggetti istituzionali locali per  sostenere “filiere di qualità”: dai servizi offerti in ambito locale nella raccolta a quelli impiantistici del trattamento e selezione dei materiali, fino all’ideazione, promozione, supporto e accompagnamento di iniziative rivolte alle comunità locali con l’obiettivo di incrementare quantità e qualità delle raccolte.

6) E’ d’accordo o non…

a promuovere una gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque?

Lo sono sempre stato e continuo ad essere d’accordo

7) La Basilicata è storicamente afflitta da un problema plurisecolare: il dissesto idrogeologico. Per la messa in sicurezza del territorio, a partire dalle strutture scolastiche pubbliche e dai Comuni situati in aree territoriali caratterizzate da alta vulnerabilità sismica, quali politiche intende attuare?

Il governo ha già stanziato corpose risorse per tutelare il territorio dal dissesto idrogeologico. Si tratta di usarle bene, utilizzandole con l’approccio dell’investimento e con l’approccio della spesa. Prevediamo ad ogni modo un piano straordinario regionale per la tutela del territorio che faccia anche da bacino occupazionale.

8) Rispetto alla ventilata ipotesi di una secessione fiscale, qual è la sua valutazione?

Negativa. Ci opporremo a forme di secessione. Lavoreremo però affinché chi ha aziende in Basilicata paghi le tasse in Basilicata, a prescindere dalla sede legale.

9) In relazione all’idea di una autonomia differenziata che riguardi anche la Basilicata, quale linea politica intende adottare?

E’ un tema delicato e complesso. Personalmente ritengo che, alla luce dei dati e del dettato costituzionale, quel progetto, se non modificato, sia inapplicabile. Si rischia un inutile dibattito fondato su vecchi argomenti. Si può discutere di autonomia dopo, non prima, che il Sud abbia raggiunto condizioni socio-economiche, in termini di pari opportunità, con il resto del Paese. In Basilicata noi abbiamo indicato la strada, con il nostro Piano, affinché queste condizioni si realizzino. Poi vedremo che cosa conviene alla nostra regione. Intanto, la priorità è lo sviluppo. Il resto è pura discussione.

10) Per quanto riguarda il lavoro, per quali ipotesi di sviluppo intende lavorare, in relazione a settori fondamentali come l’industria, l’agricoltura, il turismo e la cultura?

Senza infrastrutture non c’è sviluppo. Tutti i settori economici industriali e gli asset regionali hanno una urgente necessità di entrare in un sistema logistico legato ai porti del Sud, in particolare Taranto. Un polo logistico da creare al nel centro fisico del Sud peninsulare, vale a dire in Basilicata. Questo piano permetterà la crescita dei settori agro-alimentare, turistico, culturale e dell’industria manifatturiera, oltre che dell’artigianato di qualità. E naturalmente permetterà un incremento del Pil e quindi dei posti di lavoro. Alternative non ne vedo. Si tratta, ripeto, di rendere la Basilicata il centro logistico integrato, e connesso al porto di Taranto, di cui il Sud ha bisogno per affrontare la sfida dei nuovi mercati internazionali. Su questo non dobbiamo essere timidi. Il nostro Piano è stato condiviso con i ministeri chiave del Governo. E’ realizzabile e le risorse cono già state individuate. In giro non vedo proposte alternative che non siano vecchie ricette già fallite. Mi consenta di aggiungere che per fare tutto questo non abbiamo bisogno dell’elemosina delle royalty. E aggiungo che o si realizza il nostro Piano o la Basilicata finirà per sempre nel sottosviluppo.

 

11) Uno dei problemi più acuti e gravi della Basilicata è costituito dallo spopolamento e dalle collegate questioni che riguardano le emigrazioni e le immigrazioni. A suo avviso, cosa si potrebbe fare per sconfiggere questo fenomeno?

La ricetta per evitare la fuga dei giovani e lo spopolamento è una sola: Creare buone opportunità di lavoro e ripristinare la fiducia distrutta da anni di clientelismo, raccomandazioni e concorsi truccati. Il resto sono chiacchiere. Tutto il nostro programma, in quanto frutto di una visione, che gli altri non hanno, è trasversalmente un piano di contrasto allo spopolamento e all’emigrazione giovanile. Tuttavia, prevediamo azioni specifiche per la valorizzazione del sistema dei borghi e delle aree rurali nel quadro di un percorso di sviluppo dell’intera regione. La frammentazione delle risorse, l’estemporaneità e l’improvvisazione di questi decenni hanno prodotto ulteriore spopolamento e depauperamento del territorio. Noi invertiremo la rotta con azioni mirate a capovolgere le logiche fino ad oggi adottate. Internazionalizzare i territori e le loro caratteristiche peculiari, promuovere gli asset irripetibili di cui dispongono è la strada maestra.

12) Tenuto conto dell’avanzamento progressivo della fascia della popolazione residente che si colloca oltre i 75 anni, quali servizi considera di assicurare a questa fetta crescente di persone sia sotto il profilo socio-sanitario sia sotto quello dell’accoglienza in strutture adeguatamente preordinate, tenuto conto, altresì, delle condizioni di inadeguatezza economica in cui normalmente queste persone vengono a trovarsi?

Le risposte a questa sua domanda le trova nel capitoli 2 e 3 del nostro Programma, vale a dire welfare e sanità.

13) Per quanto concerne i temi gravi e tuttora insoluti delle infrastrutture e delle aree interne della Basilicata, quali iniziative intende intraprendere?

Delle infrastrutture per lo sviluppo le ho già detto. E’ naturale che occorra ripristinare un sistema di connessioni viarie e di trasporto interno che metta in collegamento i Comuni e le aree interne tra loro. Le proposte sono nel nostro programma.

14) I problemi fondamentali che riguardano la qualità della vita di una Regione come la nostra, sono la sanità, la scuola e i servizi sociali. Per quali politiche ed investimenti pubblici lei intende attivarsi?

E’ tutto scritto nel nostro programma. A questi temi abbiamo dedicato 3 capitoli.

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